Latin
Lines 1.295-1.303
Contemporary, Fides et Ratio 1.295-303
Not analysed yet
(20) Prooemium et nn. 1. 15: PL 158, 223-224. 226; 235.
(21) De vera religione ,XXXIX, 72: CCL 32, 234.
(22) «Ut te desiderando quaererent et inveniendo quiescerent »: Missale Romanum .
(23) Aristoteles, Metaphysica, I, 1.
(24) Confessiones ,X, 23, 33: CCL 27, 173.
(25) N. 34: AAS 85 (1993), 1160-1161.
(26) Cfr Ioannes Paulus II, Litt. Ap. Salvifici doloris (11 Februarii 1984), 9: AAS 76 (1984), 209-210.
(27) Cfr Conc. Oecum. Vat. II, Declaratio de Ecclesiae habitudine ad religiones non-christianas Nostra aetate ,2.
(28) Haec est ratiocinatio cui iam dudum studemus quamque saepius exprimimus: «Quid est homo, quis defectus, et quae est utilitas illius? Et quid est bonum, aut quid nequam illius? »(Eccli 18, 7). [. . .] Queste domande sono nel cuore di ogni uomo, come ben dimostra il genio poetico di ogni tempo e di ogni popolo, che, quasi profezia dell'umanità, ripropone continuamente la domanda seria che rende l'uomo veramente tale. Esse esprimono l'urgenza di trovare un perché all'esistenza, ad ogni istante, alle sue tappe salienti e decisive così come ai suoi momenti più comuni. In tali questioni è testimoniata la ragionevolezza profonda dell'esistere umano, poiché l'intelligenza e la volontà dell'uomo vi sono sollecitate a cercare liberamente la soluzione capace di offrire un senso pieno alla vita. Questi interrogativi, pertanto, costituiscono l'espressione più alta della natura dell'uomo; di conseguenza la risposta ad esse misura la profondità del suo impegno con la propria esistenza. In particolare quando il perché delle cose viene indagato con integralità alla ricerca della risposta ultima e più esauriente, allora la ragione umana tocca il suo vertice e si apre alla religiosità. In effetti, la religiosità rappresenta l'espressione più elevata della persona umana, perché è il culmine della sua natura razionale. Essa sgorga dall'aspirazione profonda dell'uomo alla verità ed è alla base della ricerca libera e personale che egli compie del divino »: Udienza Generale, 19 ottobre 1983, 1-2: Insegnamenti VI, 2 (1983), 814-815.